giovedì 3 novembre 2016

Halloween Show



31 ottobre 2016
L’ingordigia del dancefloor ha trasformato umani apparentemente normali in zombi animaleschi.
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L’accoglienza necromantica della villa Bassetto è stata un miele irresistibile per i golosi seguaci della Wild Elsa. Il servizio di succose bevande rinfrescanti era diligentemente gestito da un’affascinante ragazza morta e un gigante dalla faccia cromata, il generale morte si muoveva al solito come un falchetto, tirando le fila con spietata sovranità, mentre uomini in cappa e mantello facevano entrare le future vittime della perdizione, come se buttassero carbone nel motore di una locomotiva fantasma.




Poi la calca, ritmi tribali, un esercito di scheletri batteva percussioni ipnotiche, tanti cobra pronti a scuotere la coda. La musica. Perfino la mia umile postazione di delirio pittorico è stata travolta. Spazzata via da corpi elettrificati. Anche nel girone chillout la musica imperversava diabolica, i corpi si strusciavano e si muovevano come ricoperti di melassa, gli orecchi sanguinavano, sorrisi.




Io, accompagnato da una misteriosa cartomante, mi aggiravo nelle spire nebbiose della voodoo people.  La mia faccia per metà bianca, per metà nera. L’unica cosa che emergeva dall’oscurità erano i miei occhi. Eppure anche loro, unici affidabili, cadevano in inganno di sortilegi e vibrazioni e non distinguevo più le persone conosciute, truccate o meno, arrancavo come in una dimensione parallela, un ade fatto di sensazioni e tecno e digeridoo. Simboli magici si nascondevano alla comune luce e i 4 elementi facevano sentire la loro influenza. La temperatura al di fuori delle stanze dove si celebravano i convulsi festeggiamenti si abbassava repentinamente. Gli spiriti si avvicinavano, il sabba procedeva alla grande. Quando il mattino nuovo ha fatto la sua timida comparsa i presenti hanno continuato a ignorare il tempo, mero riferimento della loro vecchia natura umana.. Oramai al loro posto c’erano solo creature, entità, scimmie, lupi e orsi, insetti e felini di vario tipo, qualche canide, non morti. Santa muerte e calavera.



I rituali selvaggi di questa notte rimangono così studio antropologico per i dilettanti dell’umana natura, e sorgente fertile per coloro che ne hanno preso parte.





 

Traumart2016




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