sabato 31 marzo 2018

Lettering traumatiko

Sulle pagine di Tiramolla ogni avventura era preceduta dal titolo, sempre scritto in maniera strampalata. Dev'essere in questo contesto anni '90 che ho iniziato ad amare le scritte. Poi nei diari delle scuole, sulle costole delle Videocassette e delle Musicassette, quando si copiavano, era bello improvvisare scritte con evidenziatori, pennarelli e biro.
Il tutto è sfociato male nel periodo adolescenziale in quello che definirei il falso periodo Hip Hop della mia vita. Ovvero le scritte sui muri. Mai impegnato davvero in questa cosa.
Tranne una volta che scrissi Punkina su una panchina.

Nel 2014, quando ho iniziato a collaborare per una rivista di Skate Danese (One Love) ho messo la mia creatività al servizio della scrittura, pastricciando con matite, scotch, acquerelli, tirai fuori dei lettering carucci. Alcuni furono usati.
Poi un anno dopo ho iniziato ad ascoltare metal estremo e ad appassionarmi al Black Metal. Premesso che sono sempre stato affascinato dai nomi dei gruppi Black dove non si legge un cippa, io non ho mai avuto intenzioni serie a riguardo, tanto per cambiare. Insomma la mia relazione con il lettering è sempre stata giocosa e istintiva.
C'è stato un momento che, infognato con la synthwave, volevo fare scritte dal carattere retrò '80, ma è stato un fallimento, ci voleva troppa disciplina.
Ho pure comprato una parallel pen ma non sono bravo a fare piano mentre faccio cose che mi piacciono, come disegnare (o fare l'amore) (scherzooo) e quindi la uso per disegnare random.
Quest'anno ho avuto l'opportunità di fare il logo per una band locale, i Roots from Above che potete ascoltare al link. Per loro ho fatto anche un'illustrazione.

La maggior parte dei lettering qui presenti vengono da progetti personali e commissioni.
Cliccare sulle immagine per ingrandirle.
























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